BLOG  / PNL NELLO SPORT E NEL FITNESS

 29/07/2014 
 Il tempo passato sul campo da gioco, sulla pista, sul ring o in palestra porta risultati che hanno dei limiti. E’ essenziale, ma da solo non basta per ottenere la massima performance sportiva. Lo sport non è solo una battaglia fisica: c’è anche una battaglia mentale, ed è quella che può essere davvero una sfida. La forma fisica deve essere accompagnata dalla forma mentale.

Come si fa per continuare e non fermarsi, anche quando i muscoli gridano dal dolore? Qual è il segreto per rimanere freddi e calmi nel momento cruciale, ad esempio quando si deve mettere in buca la palla con l’ultimo colpo di putter, o segnare il punto decisivo per la partita? Come si fa per rimanere motivati anche quando si ha di fronte la sconfitta? Perché ci sono momenti in cui è facile essere “nello spazio mentale giusto” e altri in cui invece sembra impossibile?

Credere e avere fiducia in sé sono fattori assolutamente essenziali per il successo in qualsiasi tipo di impresa sportiva. Se non pensate di vincere, probabilmente lo farete. Afferma la tennista Billie Jean King che “molte più partite vengono vinte in testa piuttosto che sul campo”.

Ed è ovviamente qui che entrano in gioco le tecniche della PNL, proprio per questo utilizzate molto spesso dagli Sport Mental Coach quando lavorano con gli sportivi professionisti e amatoriali. Utilizzando la PNL è possibile scoprire e mettere in discussione convinzioni limitanti e sostituirle con altre che invece potenziano la persona.

Era il 6 maggio 1954 quando Roger Bannister infranse la barriera dei 4 minuti nel miglio. Fino a quel momento, un record considerato insuperabile nel mondo dell’atletica. Ma un venticinquenne studente di medicina di Harrow era convinto che si potesse fare e così fu. Fu la sua convinzione che fosse possibile a permettergli di farcela laddove gli altri avevano fallito per i precedenti 10 anni.

Le tecniche di visualizzazione vengono comunemente utilizzate per installare nuove abitudini e nuovi comportamenti a livello neurologico. Può trattarsi di riaccedere a esperienze di picco nel passato, di entrare mentalmente nel corpo di una persona da prendere a modello, o di fare da registi di un film mentale in cui la persona dispone di tutte le risorse di cui ha bisogno. Si possono fare aggiustamenti a livello delle submodalità per ovviare a un dialogo interiore controproducente o negativo.

Lo scopo è di solito quello di “programmare” lo sportivo perché entri in uno stato di “flow”, in cui tutto accade facilmente, senza sforzo e in modo automatico; uno stato in cui la mente inconscia prende il controllo e la mente conscia evita di sabotarla. Tecniche simili si possono utilizzare per mantenere accesa la motivazione quando le cose si fanno difficili.

Post elaborato e tratto da “PNL Essenziale”.

 

COMMENTI

 

q4j4v
Accetta la normativa sulla Privacy
 




* campi obbligatori