BLOG  / Le 10 regole d'oro della parola

 07/09/2014 
 Le parole che usiamo per comunicare con gli altri o anche con noi stessi, attraverso il dialogo interno, hanno un enorme potere.

Da quando ho iniziato a studiare il coaching e la pnl e ad aiutare le persone come coach professionista e trainer di pnl, mi sono sempre più reso conto di quale eccezionale strumento abbiamo a disposizione.

Scegliere le giuste parole per esprimerci può fare la differenza tra ottenere o meno quello che desideriamo.

Il nostro linguaggio è la nostra vita e tutto ciò che riusciamo a esprimere con le parole equivale a ciò che siamo in grado di pensare e di conseguenza mettere in pratica.

Infatti, secondo Noam Chomsky, un famoso studioso di linguistica, “Quello che siamo e facciamo è solo linguaggio”.

Perciò, conoscere meglio la struttura del linguaggio è essenziale per essere maggiormente consapevoli e responsabili della nostra comunicazione.

Questa storia introduce perfettamente l’argomento di cui parleremo e mostra tutta la forza intrinseca che hanno le parole.

Una ragazza si prepara per andare al college. Ha valutato diverse opzioni e le piacerebbe molto frequentare la facoltà di economia presso una delle università più prestigiose della sua zona. Tuttavia sente che ci sono così tante persone desiderose di essere ammesse che per lei non c’è nessuna possibilità di essere accettata. Cercando di essere “realista” e di evitare delusioni, stabilisce di inviare la domanda di iscrizione a qualche istituto di media importanza. Mentre compila le domande, espone il suo ragionamento alla madre, spiegando: ”Sono certa che le grandi università saranno inondate di domande”. E sua madre risponde: “Per chi è bravo c’è sempre posto”. La semplice verità dell’affermazione di sua madre stimola la ragazza ad inviare la domanda ad una prestigiosa università. Con sua grande sorpresa e con grande gioia scopre di essere stata ammessa, e alla fine diventa un consulente finanziario di successo.

Questo esempio ci fa comprendere in maniera immediata quanto potere hanno le parole. Poche parole possono cambiare in meglio il corso della nostra vita, sostituendo una convinzione limitante con una prospettiva più ricca e con un maggiore numero di scelte.

Di fatto, il linguaggio verbale ci accompagna per “quasi” tutta la vita, dalla nascita alla morte. Quando siamo bambini ed enunciamo i primi suoni che poi si trasformeranno in parole, quando impariamo le prime parole e le combiniamo nelle frasi che scriviamo a scuola.Da adolescenti usiamo le parole per dialogare con i nostri genitori e superare gli esami scolastici, da giovani per conquistare la nostra prima donna, da adulti per affermarci nel mondo del lavoro e per stabilire relazioni appaganti in famiglia e con gli amici. Anche da anziani, quando le parole fanno brutti scherzi e a tratti non arrivano, ma sono nel cassetto della mente.

Nel corso dei secoli la parola ha sempre rivestito una funzione molto importante nei diversi campi della vita.

“Per poter essere forte, diventa un artista della parola; perché la forza dell’uomo è nella lingua e la parola è più potente di ogni arma”.

Questo è uno dei fondamentali insegnamenti che il maestro spirituale egizio Ptahhopte (poi divinizzato) concede nei suoi Ammaestramenti, componimenti di genere saggistico, ai giovani del suo tempo. In questo passo in particolare si sofferma sul potere della parola considerata un vero e proprio strumento di offesa o di difesa pronta a colpire in modo diplomatico o non, gli ”avversari intellettuali“.

Anche nelle successive civiltà “classiche” greco-romane la diplomazia e l’arte di sfruttare le giuste parole a proprio favore sono state il mezzo di coloro che hanno fatto del discorso il principio della loro vita. Il logos fu protagonista indiscusso dell’oratoria, il genere letterario in prosa che si realizzò in forma di discorso con l’obiettivo di persuadere l’uditorio.

Si sviluppò presso i Greci con Demostene, mentre Roma ebbe come massimi rappresentanti Catone e Cicerone. Platone, invece, dà tre accezioni del logos: il sapere come “credenza vera associata ad un logos”; il logos come manifestazione del pensiero attraverso i suoni articolati di una lingua; la parola come render conto di una cosa enumerandone gli elementi.

E negli anni si sono moltiplicati i campi di applicazione in cui la parola ha assunto un sempre più grande potere. Siamo circondati dalle parole.

Pensiamo ai media, come televisione, giornali, pubblicità e oggi sempre di più i social media, come Twitter in cui utilizziamo 140 parole contate per condividere contenuti ed esperienze, oppure Facebook per descrivere un nostro stato. E gli altri mezzi di comunicazione che utilizziamo nei quali le parole sono fondamentali: email, telefono, sms e applicazioni varie.

Il potere delle parole possiamo utilizzarlo sia nella comunicazione interpersonale con gli altri che in quella con noi stessi attraverso il dialogo interno o self talk.

Le parole che usiamo fanno la differenza in ogni contesto.

La differenza nella vendita e nella negoziazione è tra portare un contratto a casa o niente, in politica tra riscuotere più o meno consensi, nell’arte forense tra l’assoluzione e la condanna. Tra amici le parole diventano uno “slang” che esprime appartenenza, in una coppia possono esprimere amore, con i figli possono fare la differenza nel loro futuro.

Con noi stessi le parole che pronunciamo e pensiamo costituiscono il veicolo personale nel viaggio verso la felicità. 

Il dialogo interno, la voce che ci accompagna durante tutta la nostra vita, può esserci amico o nemico: la scelta, come sempre, è nostra.
Il come ci parliamo e le parole che usiamo possono farci assumere il controllo del nostro destino e vivere una vita "felice" o una vita in balia degli eventi.

Oltre che dalle frasi di cui siamo noi gli autori, il dialogo interno è composto anche da alcune frasi di qualcun altro che, spesso, pur essendo poco utili, lasciamo sedimentare nella nostra testa fino a farle nostre, ripetendocele. Entrambe le tipologie, se poco utili e ripetute durante la giornata, ci fanno rimanere in uno stato poco funzionale, ci bloccano e non ci fanno agire.

Quando le cambiamo con frasi più utili, riacquistiamo libertà personale e ricominciamo a desiderare e sognare.........



....... Questo è un estratto dell'articolo che ho scritto per la rivista "CoachMag-Il magazine del coaching" e puoi trovare la VERSIONE INTEGRALE qui: "Le 10 regole d'oro della parola".



Ora più che mai parlare in maniera efficace, chiara e convincente è diventata una competenza vitale per favorire lo sviluppo personale, nella vita e nel lavoro, oltre che per instaurare delle relazioni appaganti e durature con le persone che ci circondano.

Per questo voglio concludere questo articolo riassumendo in un decalogo le fondamenta per migliorare il linguaggio verbale.

Ecco, le “10 Regole d’oro della parola” per sviluppare e accrescere il potere delle tue parole.

1. Pensa prima di parlare.

2. Leggi almeno un'ora al giorno.

3. Parla con te stesso in maniera positiva.

4. Utilizza un lessico vario ed emozionale con termini specifici e non generici.

5. Colora le tue frasi con aggettivi e avverbi.

6. Descrivi attraverso i sensi.

7. Usa le metafore e le similitudini.

8. Ascolta e racconta storie.

9. Esercitati tutti i giorni e sii flessibile.

10. Quando parli, oltre la testa mettici il cuore.


Quando mettiamo in pratica tutto questo, la nostra comunicazione migliora ed esprimiamo il più grande potere delle nostre parole.

Cambia le tue parole e cambierai il tuo mondo!



Questo è un estratto dell'articolo che ho scritto per la rivista "CoachMag-Il magazine del coaching" e puoi trovare la VERSIONE INTEGRALE qui: "Le 10 regole d'oro della parola".



 

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